sabato 6 gennaio 2018

Piovono “Struffoli”


Ciao ragazzi . ❤ Innanzitutto Buon Natale, Buon anno e anche buona befana. Come state ?

Perdonate l’assenza, ma tra festività, lavoro ed esami universitari sono stata totalmente rapita. Però ritorno per un giusto motivo: accogliere la “sfida”che mi ha mandato nello scorso post la mia amica D. e raccontarvi un pezzo della mia vita.

Fino ad ora, di me sapete solo che amo l’arte, la criminologia e sono follemente innamorata di Parigi e di tutto ciò che riguarda la Francia. Insomma sapete ben poco.

A questo vi aggiungo una parte fondamentale di ognuno di noi: le proprie origini. È intorno a queste che ruota tutto. Ebbene sì, abito in provincia di Bergamo ma, nonostante questa strepitosa città mi accolga da ormai 15 anni, la città che mi ha cullata fin da neonata è Napoli.

La mia famiglia, nonni, zii, cugini abitano a Pompei, l’antica città sepolta nel 79 d.C dall’eruzione del Vesuvio. È proprio qui che ho trascorso le più belle festività della mia vita, tra i sapori e i profumi partenopei che nel corso degli anni non sono stata in grado di sostituire. Sono sempre stata molto legata alla mia terra d’origine, una terra piena di difetti, ma sicuramente con più pregi. Uno tra i tanti è il forte attaccamento alla tradizione. In nessuna città in cui sono stata ho notato la sua bellezza come a Napoli (dite che sono di parte ?). Il periodo più bello? Beh, sicuramente quello natalizio. I preparativi iniziano minimo un mese prima, i piatti vanno preparati con cura e le giornate sono da organizzare nel migliore dei modi, sia mai che qualcosa vada storto. Bisogna arrivare sempre primi per accaparrarsi il pesce fresco, punto di forza della tavola napoletana, e gli spaghetti con le vongole non possono mai mancare. Come in ogni tradizione però in ogni paese e su ogni tavola, prima o poi, si arriva al dolce. Su qualsiasi tavola napoletana, nel periodo di Natale c’è un dolce che non può mai mancare: gli struffoli. Sembra una brutta parola, in realtà è un’esplosione di colori e soprattutto sapori. Cosa sono? Procediamo.

La storia ci narra che probabilmente gli struffoli siano approdati a Napoli grazie ai Greci, quando ancora la città era conosciuta come Partenope. Ed è proprio dal greco “strongoulos” che deriva il termine “struffolo”, che significa “arrotondato”, “dalla forma tondeggiante”. Infatti gli struffoli non sono altro che palline di medio-piccole dimensioni. Premetto che la preparazione è un po’ lunga, quindi anche voi temerari armatevi di buona pazienza e di tanto amore. Si sa che i dolci senza amore non riescono.


Iniziamo dagli ingredienti:
4 uova intere
50 g di burro (morbido)
60 g di vino bianco (in alternativa vermut, che trovate nei supermercati sotto il nome di “aperitivo di Torino”)
50 g di zucchero
1 pizzico di sale
500 g di farina
1/2 arancia
1/2 limone
Olio per friggere
500 g di miele Millefiori
2 vasetti piccoli di frutta candita
1 vasetto piccolo di ciliegine rosse (servono solo per abbellire, ma potete anche mangiarle ovviamente 😂)
1 vasetto di confettini colorati

Procedimento:
Disponete su un tagliere in legno (di quelli formato XXL) la farina setacciata a fontana, al centro aggiungete il burro morbido, le uova sbattute, il sale, il vino o il vermut (basta mezza tazzina), mezz’arancia e mezzo limone grattugiato (dunque dovete mettere solo la buccia, non il succo). Iniziate ad impastare (con le mani calde, dunque se come me abitate al nord e soffrite di mani gelide o se abitate ovunque e soffrite di mani gelide, vi consiglio di metterle per due minuti sotto l’acqua bollente) facendo aderire insieme tutti gli ingredienti.

Quando l’impasto è liscio ed omogeneo formate una palla e avvolgetela con della pellicola da cucina, ponetela in frigo e lasciate riposare per un’ora.

[Waiting for...
Preparazione psicologica..
Via..]

Trascorsa l’ora prendete il vostro panetto e appoggiatelo nuovamente sul tagliere pulito o dove avete precedentemente lavorato, assicuratevi che la base sia pulita. Cospargete di farina e iniziate a tagliare l’impasto, formate dei filoncini che andrete ad allungare con la mani, da qui tagliate tanti piccoli gnocchetti. Con le mani formate delle palline. E qui apro una parentesi, mi raccomando non fate delle palle da baseball, ma nemmeno dei piccoli pisellini findus, cercate di trovare un vostro equilibrio e soprattutto di realizzare palline più o meno uguali.

Intanto mettete dell’olio in una pentola, ce ne vuole abbastanza da far sì che le palline siano del tutto sommerse, e friggete. Purtroppo non c’è un modo per accorgersi se l’impasto sia cotto, l’unico “campanellino” è che se il vostro olio è bollente, appena le palline assumono un aspetto dorato potete toglierle. Il colore ideale è sul beige, dunque non devono nè essere pallide come me (per chi non mi conosce, tipo Biancaneve) nè marroni come le castagne (per l’appunto).

Una volta cotte tutte le palline, immergete il vasetto di miele in acqua bollente e lasciate scogliere, quando è pronto versatelo sulle palline e aggiungete la frutta candita. Mescolate il tutto, ponendo attenzione al fatto che tutte le palline devono essere “mielate” 😂, tutte ricoperte di miele. Rendete il tutto omogeneo. Quando avete terminato, prendete i confettini colorati e fateli cadere come neve insieme alle ciliegine rosse, mescolate nuovamente.

Per l’abbellimento la vera ricetta prevede anche altre decorazioni, ma personalmente da quando abito a Bergamo non sono mai stata in grado di trovarle, neanche nei grandi centri di pasticceria, e quindi ci si accontenta.

Voilà, gli struffoli sono pronti. Potete conservarli per un massimo di 3/4 giorni, oltre non è che siano da buttare però il sapore cambia e tendono anche ad indurirsi.

Aspetto i/le coraggiosi/e che si metteranno all’opera, mandatemi i vostri capolavori. Io intanto vi mostro il mio.



Mi ha fatto piacere condividere con voi una parte di me e della mia bellissima città, prossimo step
—> portare le mie amiche, D., S., ed A. a Napoli. Sono sicura che poi non vorranno più tornare.
Baci dolcezze.
A presto.

N.🍭

mercoledì 27 dicembre 2017

Chiacchiere sotto l'albero


Buongiorno a tutti, come state trascorrendo questo periodo di Feste? Vi state ancora abbuffando? Io decisamente sì (ho appena finito di mangiare una gigantesca fetta di panettone e sappiate che mi piacciono sia canditi che uvetta, sono un mostro)!

Scrivo questo post innanzitutto per informare i lettori che il giorno di Natale è uscita la seconda stagione de 'Le ragazze del centralino' quindi chi di voi avesse ascoltato i miei consigli ed avesse iniziato la visione di quella BELLISSIMA serie, sappiate che la storia sta proseguendo a ritmi veloci ed avvincenti! Io ovviamente l'ho già finita, quindi mi tocca aspettare di nuovo, questa volta la terza stagione! Speriamo non ci metta troppo...😌

Vi dirò però che in realtà oggi scrivo più per farvi, e conseguentemente farmi, compagnia e chiacchierare un po' di regali ricevuti, menù di Natale, tradizioni e momenti vissuti in queste giornate di vacanza.
Ditemi un po'... che vi siete magnati il 25? Sulla mia tavola ci sono stati antipasti a base di pesce, primi di crespelle al salmone/crespelle ai funghi, faraona ripiena e pasticcio di patate, bollito di carne con salsa verde, arrosto ed infine pandoro con l'immancabile crema al mascarpone, frutta secca, datteri e mandarini ed ovviamente del buon vino per festeggiare!
Voi avete il vostro piatto di Natale? Quello che non manca mai sulla vostra tavola il 25 dicembre? Raccontate...e magari inviate pure la ricettina, che non si sa mai... io per esempio chiederei volentieri ad N. la ricetta dei suoi Struffoli Napoletani! 😏 


Ovviamente dopo il pranzo, si aprono i regali, no?
Siete soddisfatti di ciò che avete ricevuto? C'è qualcosa che potete considerare ''il regalo preferito?''.
Io tra bagnoschiuma, creme buonissime e profumatissime (Astuccio della gioia di bottega verde e Ambraliquida de L'Erbolario ), gioielli, calzini e cd, ho ricevuto un libro particolare, di Paulo Coelho: ''Il cammino dell'Arco''. Una storia di formazione.



Tetsuya è il miglior arciere del paese, ma si è ritirato a vivere come un umile falegname in una valle remota. Un giorno, un altro arciere venuto da lontano lo rintraccia e si presenta a lui per confrontarsi col migliore di tutti. Tetsuya raccoglie la sfida, in cui dimostra allo straniero che non basta l'abilità tecnica per avere successo, con l'arco e nella vita. Un giovane del villaggio ha assistito al confronto e implora Tetsuya di insegnargli il cammino dell'arco di cui ha tanto sentito parlare. Il maestro cede all'entusiasmo del giovane e decide di rivelargli i suoi segreti, che non faranno di lui soltanto un bravo arciere, ma soprattutto un grande uomo. Il ragazzo, attraverso una serie di consigli ed esempi, impara così a scegliere con cura gli alleati, a concentrarsi sul giusto obiettivo, a lavorare su di sé con costanza per migliorarsi, trovando la serenità anche nei momenti burrascosi.
 Sembra proprio mio 😍 .

Ora un'ultima cosa e poi giuro che vi lascio: il giorno di Santo Stefano sono andata al cinema a vedere il film ''Assassinio sull'Orient Express'',rifacimento dell'omonimo film del 1974 tratto dal romanzo di Agatha Christie.
Film ricchissimo di star di Hollywood tra cui Depp, Pfeiffer, Cruz, Dafoe, Branagh (in questa pellicola, decisamente il mio preferito), con delle riprese bellissime e scenari mozzafiato... mi sento di dirvi di correre a vederlo!


Insomma, vi ho dato un sacco di spunti per intrattenervi al meglio durante queste giornate, tra un dolcetto ed un altro, un pranzo e una cena, un brindisi ed una pennichella!
Ora aspetto i vostri racconti... buona continuazione!

D. 🎄





domenica 26 novembre 2017

Storie d'altri tempi

Buongiorno a tutti!
Allora?? Siete sopravvissuti al caro BLACK FRIDAY? O meglio, il vostro portafoglio è sopravvissuto? Il mio sì, anche perché il mio amato coniglietto m'ha fatto spendere tutto in visite veterinarie e medicinali... quindi problema risolto! 😂
Sono tornata da Hannover oramai da 10 giorni (sapevate che ero ad Hannover, vero?), ma non ho ancora scritto nulla al riguardo perché sto aspettando di racimolare tutto il materiale per poi scrivere post degni di tale esperienza... quindi se siete curiosi di sapere come è andata in Germania, dovrete per forza tenere monitorata la pagina fb! Mi raccomando!

Oggi vi scrivo invece per parlarvi di uno dei miei argomenti preferiti, ovvero le serie tv!
Proprio ieri infatti ne ho iniziata una nuova dal titolo ''Le ragazze del centralino''.
È una serie tv spagnola, ambientata a Madrid nel 1928 e narra la storia di diverse donne che per i più svariati motivi si ritrovano a cercare lavoro presso la prima Compagnia di Telefoni della città.
Ammetto di averla appena iniziata, ma di esserne rimasta subito piacevolmente colpita.


In realtà ho scoperto grazie ad altre serie tv, viste precedentemente, come ''Call The Midwife'' o ''Reign'', che mi fanno impazzire le storie ambientate in tempi differenti dal nostro, mi piace vedere come vengono ricostruiti e riprodotti fatti avvenuti in un tempo lontano, gli usi, i costumi...
Per quanto riguarda CTMW, infatti, ci troviamo in un quartiere povero di Londra tra 1950 e 1960 e scopriamo le vicissitudini di un gruppo di levatrici che si trovano ad intervenire in soccorso delle più disparate realtà familiari, ma anche le storie personali delle protagoniste, le loro passioni e le loro fragilità. Sto aspettando la sesta stagione perché questa serie l'ho divorata davvero in fretta (grazie, sempre grazie NETFLIX).



Per quanto riguarda Reign invece ci troviamo addirittura nella Francia del '500, immersi negli intrighi amorosi di Enrico VIII, nella forte e controversa personalità di Caterina De Medici e nel tormentato amore di Maria Stuarda e il Delfino di Francia.
« Da quando Maria, Regina di Scozia, era una bambina gli Inglesi volevano il suo paese e la sua corona. Viene mandata in Francia per sposarne il futuro Re e per salvare se stessa e il suo popolo - un legame che dovrebbe proteggerla, ma ci sono delle forze che cospirano, delle forze oscure, delle forze del cuore. Che possa regnare a lungo. »

La magia della vita nel castello, la bellezza degli abiti (ed anche dei protagonisti) e il ritmo incalzante di ogni puntata mi hanno tenuta incollata allo schermo.

Aspettando quindi le future stagioni (sperando non deludano) mi intrattengo con le ragazze del centralino.
Che mi dite di voi invece? Vi piacciono i film/le serie tv storiche, in costume?
Aspetto riscontri e magari suggerimenti..

Buon inizio settimana a tutti 😘
D.

giovedì 12 ottobre 2017

DÍA 2: VIVERE A COLORI 🌈

Buenos días chicos (Non voglio fare la splendida, sono solo le poche cose che ho imparato in Spagna).
Il sole è già alto in cielo, e già dalle 8 di questa mattina si percepisce che sarà una giornata piuttosto calda. Dopo la colazione, fatta nel bar accanto all'hotel, prendiamo il bus 24 per visitare finalmente Park Güell.
È abbastanza distante da noi, ma una volta arrivati incontriamo di nuovo il ragazzo carino e gentile volenteroso di parlare l'italiano. Appena ci vede urla come un matto "Ciaoooooo" con un sorriso che non vi dico nemmeno. Ci giriamo, pensando non fosse rivolto a noi, lui agita la mano pensando che forse così avremmo capito. Infatti capiamo e cominciamo a porgli le 400 domande giornaliere.
Dopo averci indicato l'entrata andiamo alla scoperta della fantastica opera disegnata da Antonio Gaudí, massimo esponente del modernismo catalano.
Ci sono colori ovunque, e l'architettura è qualcosa di meravigliosamente impressionante. Il parco è abbastanza pieno e anche fare le foto diventa un'impresa epica. Mentre le scatto mi ritrovo una mandria che mi fissa della serie "Attendiamo che tu te ne vada il prima possibile", ma visto che mi osservate così non me ne vado finché non mi guarderete meglio. Dunque continuo a scattare (influencer levatevi).
Dopo quasi un'ora e mezza all'interno ci rechiamo sulla "terrazza" panoramica, qui scopro però di non poter fare la foto del secolo poiché metà dell'area è in ristrutturazione (avevate qualche dubbio ?) e dunque devo accontentarmi degli angoli. Faccio il meglio che posso e ve ne do un assaggio qui sotto.



Cerchiamo di uscire ( sì, cerchiamo perché dove c'è scritto exit in realtà "non se puede" ) e riprendiamo il pullman (assisto anche ad un tentato furto ad un povero turista tedesco, con relativi insulti al borseggiatore).
Abbiamo un certo languorino allo stomaco e quale miglior momento dunque per recarsi al Mercat de La Boquería. Lì dentro ci passerei le mie giornate. Banchetti di frutta, frullati, che invadono di colori la struttura. Profumo di cioccolato e cibo di vario genere. 


Ma del pesce ne parliamo? Appena arrivato sul banco, crudo, fritto, alla griglia. Di tutto e di più.
Riempito lo stomaco decidiamo di vedere quanto dista il porto. Ci accorgiamo di averlo proprio a due passi e qui passiamo il nostro pomeriggio. Si stava così bene che le ore sono passate quasi senza rendercene conto.

Ce ne stavamo per andare quando Barcellona ha deciso di regalarci un tramonto da urlo. Così siamo rimasti ancora per una buona ora perché io GIUSTAMENTE dovevo fare un altro book fotografico.

 
Cena a base di paella e sangria (ormai best friend proprio) e ci godiamo ancora le strade spagnole per qualche ora.
L'ultimo giorno ci attende, ma il volo è in serata e dunque abbiamo ancora tantissime cose da visitare.


XOXO GOSSIP GIRL.

No scherzo. A domani, per il racconto della fine di questo viaggio 😘

N.



mercoledì 11 ottobre 2017

DÍA 1: UNA VITA A PIEDI 🇪🇸



Perdonate l'attesa, ma aspettavo di avere abbastanza disavventure da raccontarvi. 
Partenza da casa ore 3:00 (vi dico solo che il volo era alle 6:35), ma la puntualità è di famiglia. Ci piace così tanto arrivare ore prima.
Direzione --> Barcellona. 

Sono sempre stata scettica sulla Spagna, mi ha sempre affascinato poco, ma da due settimane il mio pensiero si è completamente ribaltato. 
Prima la splendida Valencia con le mie amiche ed ora la maestosa Barcellona con la mia famiglia. 

Dopo aver passato i controlli di routine saliamo sull'aereo e tutti esaltati attendiamo lo scoccare delle 6.35 . Peccato che pochi minuti prima, la voce poco chiara dell'hostess ci annuncia un possibile ritardo di mezz'ora, causa sciopero delle compagnie francesi. Non mi sono arrabbiata più di tanto perché tanto ormai lo sapete, io e Parigi siamo una cosa sola. Però non è possibile essere sempre al passo con il mai 'na gioia. 
Gioia che però arriva alle 6.40, quando l'aereo è decollato spiazzandoci tutti.
Atterraggio puntualissimo all'aeroporto El-Prat, e qui iniziano i problemi. 
Cartellonistica a me poco chiara, 50 uscite e incertezza sul prendere la metro o il pullman. 
Partiamo dal presupposto che il trasporto a Barcellona è carissimo. È di gran lunga più conveniente acquistare un carnet da dieci corse, piuttosto che singoli biglietti. Inoltre anche le fermate sono ubicate in maniera piuttosto confusionaria. Sarà che vi sto parlando di una città già caotica di suo, sarà che è il primo giorno e dunque mi ci devo abituare, però che ffffatica. 
Non ci facciamo scoraggiare e dopo aver effettuato il check-in in hotel partiamo alla scoperta della città. 
Soggiorniamo sulla Rambla, a pochi metri da Plaça de Catalunya. Siamo circondati da negozi, bistrot e piccoli angoli per rifocillarsi. Non manca proprio nulla.
Chiediamo qualche informazione alla reception dell'hotel e decidiamo di dedicare la nostra giornata alla visita dei luoghi più distanti.


1^ tappa: Sagrada Família. Appena usciti dalla metro l'impressione é stata la stessa di quella provata trovandosi davanti per la prima volta la Tour Eiffel. Faccio davvero fatica a descrivervelo a parole, perché é un'emozione che va vissuta. 
I miei occhi facevano fatica a inquadrare l'intera struttura.



Decido di scattare una polaroid (amiche ce l'ho fatta, vi ho pensato intensamente) che finalmente ha deciso di collaborare dopo una settimana di sciopero a Valencia. 
Da qui comincia la nostra disavventura direzione Park Güell ( molto, ma molto simile a quella del Popey Village --> smemorini vi indirizzo ai post precedenti), la nostra seconda tappa della giornata. 
Il nostro obbiettivo era prendere il bus n* 92, semplice no? 
Ecco. Veramente no. Abbiamo camminato un'ora a piedi alla ricerca della fermata. Imploravo i passanti a donarmi informazioni, ma nessuno parlava italiano. Penserete: beh esiste l'inglese, ciccia. Ecco, no. Mi sono affidata pure alla Regina, e sapete cosa ho ottenuto? Una pacca sulla spalla da un nonnino tanto carino che non comprendeva nemmeno quello. Della serie "Tesoro continua pure a perderti". 
Amareggiata, mi affido alla mia ultima speranza (D. ti ho pensata): un autista di passaggio, il quale gentilmente ci dice che eravamo da tutt'altra parte. Ottimo.
Insomma dopo infiniti cambi saliamo sul 92. Un individuo con una normale vita potrebbe pensare "per oggi le disgrazie sono finite". Esatto, pensa. 


Arrivati a Park Güell, un ragazzo sempre tanto carino si sforza di parlare in italiano per spiegarmi che la parte monumentale era già al completo fino alle 18. Ragazzi erano le 13.30. 
Da qui comincia il dibattito familiare. Restiamo? Andiamo? Facciamo un po' di jogging? Ci guardiamo? 
Mia sorella dormiva già in piedi, mamma insegnava l'italiano al ragazzo e papà ci guardava in attesa di una risposta. 
Optiamo per prenotare i biglietti per il giorno seguente, alle ore 12 (vi aspetto nel post di domani dunque). 


Riprendiamo il bus, questa volta senza intoppi e ritorniamo sulla Rambla dove facciamo qualche giro per negozi. 
È arrivata l'ora della cena e comincia a farsi sentire anche la stanchezza. Non dormiamo dalle 3. Dato che l'indomani sarà piuttosto intenso, per stasera andiamo a nanna ad un orario contenuto, però non dopo aver ammirato un po' le strade spagnole illuminate al calar del sole. 


Vi aspetto nei post dei prossimi giorni. Un bacione da Barcellona.

N. 

domenica 8 ottobre 2017

Día 5: ''SOUVENIR PUOI CHIAMARLO COSì''

È sempre triste dover iniziare il post dell'ultimo giorno di vacanze, eppure ci tocca. Quindi: ci alziamo di buon ora per sistemare le valigie, tanto che Ramón (il ''simpaticissimo'' proprietario del nostro B&Bike) appena ci vede nella hall ci guarda sbalordito dicendoci ''oh mattiniere, chicas''...
1. non abbiamo intenzione di passare l'ultimo giorno in stanza a far la muffa;
2. non è di certo colpa nostra se per voi esser mattinieri significa far colazione alle 11:00! (ELENCHI PUNTATI: TOP! ANCHE VOI LI FATE QUANDO LITIGATE CON QUALCUNO? 😁).
Vabè, lasciamo comunque le valigie sotto la sua custodia, buttiamo la spazzatura e ricominciamo a percorrere ogni stradina alla ricerca dei souvenirs.


Dovete sapere che in questi giorni abbiamo percorso più strade noi che un valensiano d.o.c., grazie S. per esser stata la nostra Cristofora Colombo.
Prima degli acquisti però, solita colazione da McDonald's (sempre una garanzia per quanto riguarda economicità ed aseos 😂), poi via per negozi. Non ce ne siamo fatte scappare nemmeno uno, anche quelli che all'entrata facevano temere il peggio. A noi piace il rischio.
Ad ogni passo, l'economia gira grazie ad A. che decide di spendere tutto lo stipendio in portachiavi, sotto-pentole, e magliette. Praticamente ormai i nostri souvenirs passano in secondo piano, passiamo il tempo incitando A. ad acquistare di tutto e di più ''sicura che non hai dimenticato nessuno?'', ''ma non devi comprare qualcosa al fratello del nonno del padre del figlio del tuo amico?''.
Sta di fatto che quelle che dovevano essere un paio di ore di shopping si trasformano in una intera giornata d'acquisti.


D. ed N. si lanciano alla ricerca del tipico Jamón Iberico/Serrano da portare a casa (perché non ne hanno mangiato abbastanza durante tutta la vacanza).
Dopo il pranzo continuiamo la maratona, perché comunque qualcuno ce lo siamo dimenticato, ma no problem, ALE-HOP (un po' come Tiger) risolve tutto.
Si avvicinano le 16:00 e le nostre teste sono occupate a pensare a Ramón e a che ora abbia intenzione di restituirci la nostra cauzione, non propriamente economica. Niente, ci vede ben tre volte durante l'arco della giornata, ma fa finta di nulla.
Demoralizzate, ci incamminiamo di nuovo per le vie del centro (i piedi chi li sentiva più?), direzione Starbucks dove S. ed A. improvvisano una merenda molto opinabile (2 tè freddi) cosicché possiamo usufruire del Wi-Fi per scrivere il nostro amato blog.
Altre due ore passano e noi torniamo in hotel e ritirare tutte le nostre cose. Arrivando ci accorgiamo di avere delle patatine e delle bottigliette d'acqua che non possiamo portare in aeroporto e allora, visto che siamo sempre quelle della beneficenza, cediamo tutto a Ramón che finalmente, dopo 5 giorni,riesce a farsela una risata e teneramente/simpaticamente (punti di vista) ci dice che siamo le migliori clienti mai avute, MA CHE MANCHEREBBE IL GUACAMOLE.
Vabbè, facciamo finta di niente per dargli la gioia del giorno e fargli credere d'esser un po' simpatico.
I nostri occhi si illuminano quando vediamo la caparra anche se un quarto se lo tiene per la navetta che ci porterà all'aeroporto.
Di lì a poco arriva un individuo all'apparenza molto a modino: si tratta dell'autista del taxi che carica subito in macchina le nostre valigie. Ramón urla un ''hasta luegooooooooo'' che lo sentono pure a Barcellona, forse è solo felice di vederci andare via. Cosa facciamo noi agli uomini non si sa.
Il conducente del taxi ci scade in tempo record: quando ''sgrida'' D. invitandola a non mangiare in auto altrimenti poi avrebbe dovuto pulire la macchina (ATTENZIONE ELENCO PUNTATO IN ARRIVO):
1. magari con tutta la gente che porti in giro una lavatina alla macchina la darei comunque;
2. non ho mica 2 anni che mi serve la bavaglia per mangiarmi 'na patatina.
Insomma, proprio BFF di Ramón.
Arriviamo in aeroporto ed andiamo ai controlli: A. non suona, ma nella sua valigia trovano un OGGETTO SOSPETTO, quindi le fanno aprire tutto. Non capiscono di cosa si tratti (e non lo abbiamo ancora capito manco noi), ma la liquidano con un ''NO PASA NADA''.
D. buca i calzini in cellofan blu dell'aeroporto ed S. suda sette camicie perché deve trascinare una trolley senza ruote.
Reduci dal ''viaggio mai 'na gioia'' a Malta, decidiamo di metterci in coda al gate più o meno un'ora e mezza prima. Tutti ci guardavano come fossimo sceme, ma poco importa perché il nostro obiettivo è stato raggiunto: VALIGIE SULL'AEREO INSIEME A NOI.
Purtroppo il nostro viaggio finisce qui, con una galleria fotografica straripante nel telefono, le valigie non ne parliamo (vero, A.?), ma soprattutto con un'altra meravigliosa esperienza fatta con le persone giuste.

E qui ritorniamo a parlare in prima persona e ringraziamo A. ed S. per la compagnia di questi giorni e per averci fornito il materiale per scrivere simpaticamente il nostro diario di bordo. 

Nel nostro piccolo abbiamo voluto rendervi partecipi anche di questo viaggio, condividendo con voi la nostra amicizia fatta di disagi (come avete potuto constatare) e anche di tantissima complicità.

Detto questo, continuate a seguire il nostro blog perché N. presto partirà di nuovo... destinazione?
Chi indovina?

A presto
Hoomins

Ps.: ridendo e scherzando il nostro caro Bed&Bike ve lo consigliamo sia per gli appartamenti confortevoli che per la posizione centrale. Fateci un pensierino se dovete andare a visitare la città diValencia 😉.

venerdì 6 ottobre 2017

Día 4: THE BEST OF S.

Sveglia ore 8:30. Colazione da McDonald's per andare sul sicuro (avremmo tanto voluto spiegare a quelli del bar del giorno prima cosa fosse un menù, S. : "Il menù si fa così: non y, o, u e tutte le vocali").
Tappa al mercato per la frutta da portare in spiaggia, mentre D. ed S. affermano di aver fatto le maratone a causa del passo troppo veloce di N. ed A. Lo show di S. continua, la quale esordisce con "Perdoname madre por mi gamba corta".
Giunte in spiaggia ci spaparanziamo al sole e tentiamo una pennichella, ma c'è qualcuno che continua imperterrito a cercare di vendere dei teli mare/foulard/tovaglie da lui soprannominati "Sciarpareo", un mix tra sciarpa e pareo. Parte il degenero sulle varie pronunce e i vari accenti del termine che fa tanto ridere N. piegata in due sulla spiaggia con relative lacrime agli occhi. È giunta l'ora dello spuntino, frutta fresca e frutta secca. N. ci cede i semi di girasole affermando di non apprezzare il guscio. S. le fa gentilmente notare che andrebbero sbucciati prima di essere mangiati, tirando così fuori la Benedetta Parodi che è in lei.


In spiaggia ritroviamo i lumaconi di mare lasciati a Malta un anno fa (per gli smemorini rivedere il diario di bordo dell'esperienza maltese) e D., che ama particolarmente il contatto umano, afferma: "Non ce la facevano proprio a stare separati" ed S. di seguito: "Andate all'oasi" ( i seriatesi capiranno).
É il momento di pranzare con tapas e circa un litro di tinto ciascuno per poi tornare a stenderci. Qui, A. ci fa notare che l'abbronzatura ha lasciato sulla sua ENORME pancia  delle righe che formano un quadrato e così si gira per abbronzarsi la schiena. S., che fa un baffo al premio Nobel 2017 Kazuo Ishiguro, se ne esce con "Ecco, così oltre al quadrato sulla pancia avrai anche i rombi sul culo".
Dopo tutte ste stupidaggini, è giunto il momento di ritornare in hotel e prepararsi per uscire a cena. La saudade dell'Italia ci porta a farci una bella pizza da "Ciao Bella", un ristorantino italiano nel dedalo delle viette del centro storico di Valencia ( Barrio del Carmen).


Per smaltire la cena e digerire il logorroico dietro di noi iniziamo a macinare i chilometri e per poco raggiungiamo Alicante o Barcellona ( a noi la scelta).

Rientriamo e purtroppo sappiamo che ci aspetta la preparazione della valigia. Si va a letto già un po' tristi consapevoli di dover affrontare l'ultimo giorno di questa vacanza.
Domani si va alla ricerca di souvenir e qui ne vedremo  delle belle. Non perdetevele !
¡Hasta mañana!