giovedì 12 ottobre 2017

DÍA 2: VIVERE A COLORI 🌈

Buenos días chicos (Non voglio fare la splendida, sono solo le poche cose che ho imparato in Spagna).
Il sole è già alto in cielo, e già dalle 8 di questa mattina si percepisce che sarà una giornata piuttosto calda. Dopo la colazione, fatta nel bar accanto all'hotel, prendiamo il bus 24 per visitare finalmente Park Güell.
È abbastanza distante da noi, ma una volta arrivati incontriamo di nuovo il ragazzo carino e gentile volenteroso di parlare l'italiano. Appena ci vede urla come un matto "Ciaoooooo" con un sorriso che non vi dico nemmeno. Ci giriamo, pensando non fosse rivolto a noi, lui agita la mano pensando che forse così avremmo capito. Infatti capiamo e cominciamo a porgli le 400 domande giornaliere.
Dopo averci indicato l'entrata andiamo alla scoperta della fantastica opera disegnata da Antonio Gaudí, massimo esponente del modernismo catalano.
Ci sono colori ovunque, e l'architettura è qualcosa di meravigliosamente impressionante. Il parco è abbastanza pieno e anche fare le foto diventa un'impresa epica. Mentre le scatto mi ritrovo una mandria che mi fissa della serie "Attendiamo che tu te ne vada il prima possibile", ma visto che mi osservate così non me ne vado finché non mi guarderete meglio. Dunque continuo a scattare (influencer levatevi).
Dopo quasi un'ora e mezza all'interno ci rechiamo sulla "terrazza" panoramica, qui scopro però di non poter fare la foto del secolo poiché metà dell'area è in ristrutturazione (avevate qualche dubbio ?) e dunque devo accontentarmi degli angoli. Faccio il meglio che posso e ve ne do un assaggio qui sotto.



Cerchiamo di uscire ( sì, cerchiamo perché dove c'è scritto exit in realtà "non se puede" ) e riprendiamo il pullman (assisto anche ad un tentato furto ad un povero turista tedesco, con relativi insulti al borseggiatore).
Abbiamo un certo languorino allo stomaco e quale miglior momento dunque per recarsi al Mercat de La Boquería. Lì dentro ci passerei le mie giornate. Banchetti di frutta, frullati, che invadono di colori la struttura. Profumo di cioccolato e cibo di vario genere. 


Ma del pesce ne parliamo? Appena arrivato sul banco, crudo, fritto, alla griglia. Di tutto e di più.
Riempito lo stomaco decidiamo di vedere quanto dista il porto. Ci accorgiamo di averlo proprio a due passi e qui passiamo il nostro pomeriggio. Si stava così bene che le ore sono passate quasi senza rendercene conto.

Ce ne stavamo per andare quando Barcellona ha deciso di regalarci un tramonto da urlo. Così siamo rimasti ancora per una buona ora perché io GIUSTAMENTE dovevo fare un altro book fotografico.

 
Cena a base di paella e sangria (ormai best friend proprio) e ci godiamo ancora le strade spagnole per qualche ora.
L'ultimo giorno ci attende, ma il volo è in serata e dunque abbiamo ancora tantissime cose da visitare.


XOXO GOSSIP GIRL.

No scherzo. A domani, per il racconto della fine di questo viaggio 😘

N.



mercoledì 11 ottobre 2017

DÍA 1: UNA VITA A PIEDI 🇪🇸



Perdonate l'attesa, ma aspettavo di avere abbastanza disavventure da raccontarvi. 
Partenza da casa ore 3:00 (vi dico solo che il volo era alle 6:35), ma la puntualità è di famiglia. Ci piace così tanto arrivare ore prima.
Direzione --> Barcellona. 

Sono sempre stata scettica sulla Spagna, mi ha sempre affascinato poco, ma da due settimane il mio pensiero si è completamente ribaltato. 
Prima la splendida Valencia con le mie amiche ed ora la maestosa Barcellona con la mia famiglia. 

Dopo aver passato i controlli di routine saliamo sull'aereo e tutti esaltati attendiamo lo scoccare delle 6.35 . Peccato che pochi minuti prima, la voce poco chiara dell'hostess ci annuncia un possibile ritardo di mezz'ora, causa sciopero delle compagnie francesi. Non mi sono arrabbiata più di tanto perché tanto ormai lo sapete, io e Parigi siamo una cosa sola. Però non è possibile essere sempre al passo con il mai 'na gioia. 
Gioia che però arriva alle 6.40, quando l'aereo è decollato spiazzandoci tutti.
Atterraggio puntualissimo all'aeroporto El-Prat, e qui iniziano i problemi. 
Cartellonistica a me poco chiara, 50 uscite e incertezza sul prendere la metro o il pullman. 
Partiamo dal presupposto che il trasporto a Barcellona è carissimo. È di gran lunga più conveniente acquistare un carnet da dieci corse, piuttosto che singoli biglietti. Inoltre anche le fermate sono ubicate in maniera piuttosto confusionaria. Sarà che vi sto parlando di una città già caotica di suo, sarà che è il primo giorno e dunque mi ci devo abituare, però che ffffatica. 
Non ci facciamo scoraggiare e dopo aver effettuato il check-in in hotel partiamo alla scoperta della città. 
Soggiorniamo sulla Rambla, a pochi metri da Plaça de Catalunya. Siamo circondati da negozi, bistrot e piccoli angoli per rifocillarsi. Non manca proprio nulla.
Chiediamo qualche informazione alla reception dell'hotel e decidiamo di dedicare la nostra giornata alla visita dei luoghi più distanti.


1^ tappa: Sagrada Família. Appena usciti dalla metro l'impressione é stata la stessa di quella provata trovandosi davanti per la prima volta la Tour Eiffel. Faccio davvero fatica a descrivervelo a parole, perché é un'emozione che va vissuta. 
I miei occhi facevano fatica a inquadrare l'intera struttura.



Decido di scattare una polaroid (amiche ce l'ho fatta, vi ho pensato intensamente) che finalmente ha deciso di collaborare dopo una settimana di sciopero a Valencia. 
Da qui comincia la nostra disavventura direzione Park Güell ( molto, ma molto simile a quella del Popey Village --> smemorini vi indirizzo ai post precedenti), la nostra seconda tappa della giornata. 
Il nostro obbiettivo era prendere il bus n* 92, semplice no? 
Ecco. Veramente no. Abbiamo camminato un'ora a piedi alla ricerca della fermata. Imploravo i passanti a donarmi informazioni, ma nessuno parlava italiano. Penserete: beh esiste l'inglese, ciccia. Ecco, no. Mi sono affidata pure alla Regina, e sapete cosa ho ottenuto? Una pacca sulla spalla da un nonnino tanto carino che non comprendeva nemmeno quello. Della serie "Tesoro continua pure a perderti". 
Amareggiata, mi affido alla mia ultima speranza (D. ti ho pensata): un autista di passaggio, il quale gentilmente ci dice che eravamo da tutt'altra parte. Ottimo.
Insomma dopo infiniti cambi saliamo sul 92. Un individuo con una normale vita potrebbe pensare "per oggi le disgrazie sono finite". Esatto, pensa. 


Arrivati a Park Güell, un ragazzo sempre tanto carino si sforza di parlare in italiano per spiegarmi che la parte monumentale era già al completo fino alle 18. Ragazzi erano le 13.30. 
Da qui comincia il dibattito familiare. Restiamo? Andiamo? Facciamo un po' di jogging? Ci guardiamo? 
Mia sorella dormiva già in piedi, mamma insegnava l'italiano al ragazzo e papà ci guardava in attesa di una risposta. 
Optiamo per prenotare i biglietti per il giorno seguente, alle ore 12 (vi aspetto nel post di domani dunque). 


Riprendiamo il bus, questa volta senza intoppi e ritorniamo sulla Rambla dove facciamo qualche giro per negozi. 
È arrivata l'ora della cena e comincia a farsi sentire anche la stanchezza. Non dormiamo dalle 3. Dato che l'indomani sarà piuttosto intenso, per stasera andiamo a nanna ad un orario contenuto, però non dopo aver ammirato un po' le strade spagnole illuminate al calar del sole. 


Vi aspetto nei post dei prossimi giorni. Un bacione da Barcellona.

N. 

domenica 8 ottobre 2017

Día 5: ''SOUVENIR PUOI CHIAMARLO COSì''

È sempre triste dover iniziare il post dell'ultimo giorno di vacanze, eppure ci tocca. Quindi: ci alziamo di buon ora per sistemare le valigie, tanto che Ramón (il ''simpaticissimo'' proprietario del nostro B&Bike) appena ci vede nella hall ci guarda sbalordito dicendoci ''oh mattiniere, chicas''...
1. non abbiamo intenzione di passare l'ultimo giorno in stanza a far la muffa;
2. non è di certo colpa nostra se per voi esser mattinieri significa far colazione alle 11:00! (ELENCHI PUNTATI: TOP! ANCHE VOI LI FATE QUANDO LITIGATE CON QUALCUNO? 😁).
Vabè, lasciamo comunque le valigie sotto la sua custodia, buttiamo la spazzatura e ricominciamo a percorrere ogni stradina alla ricerca dei souvenirs.


Dovete sapere che in questi giorni abbiamo percorso più strade noi che un valensiano d.o.c., grazie S. per esser stata la nostra Cristofora Colombo.
Prima degli acquisti però, solita colazione da McDonald's (sempre una garanzia per quanto riguarda economicità ed aseos 😂), poi via per negozi. Non ce ne siamo fatte scappare nemmeno uno, anche quelli che all'entrata facevano temere il peggio. A noi piace il rischio.
Ad ogni passo, l'economia gira grazie ad A. che decide di spendere tutto lo stipendio in portachiavi, sotto-pentole, e magliette. Praticamente ormai i nostri souvenirs passano in secondo piano, passiamo il tempo incitando A. ad acquistare di tutto e di più ''sicura che non hai dimenticato nessuno?'', ''ma non devi comprare qualcosa al fratello del nonno del padre del figlio del tuo amico?''.
Sta di fatto che quelle che dovevano essere un paio di ore di shopping si trasformano in una intera giornata d'acquisti.


D. ed N. si lanciano alla ricerca del tipico Jamón Iberico/Serrano da portare a casa (perché non ne hanno mangiato abbastanza durante tutta la vacanza).
Dopo il pranzo continuiamo la maratona, perché comunque qualcuno ce lo siamo dimenticato, ma no problem, ALE-HOP (un po' come Tiger) risolve tutto.
Si avvicinano le 16:00 e le nostre teste sono occupate a pensare a Ramón e a che ora abbia intenzione di restituirci la nostra cauzione, non propriamente economica. Niente, ci vede ben tre volte durante l'arco della giornata, ma fa finta di nulla.
Demoralizzate, ci incamminiamo di nuovo per le vie del centro (i piedi chi li sentiva più?), direzione Starbucks dove S. ed A. improvvisano una merenda molto opinabile (2 tè freddi) cosicché possiamo usufruire del Wi-Fi per scrivere il nostro amato blog.
Altre due ore passano e noi torniamo in hotel e ritirare tutte le nostre cose. Arrivando ci accorgiamo di avere delle patatine e delle bottigliette d'acqua che non possiamo portare in aeroporto e allora, visto che siamo sempre quelle della beneficenza, cediamo tutto a Ramón che finalmente, dopo 5 giorni,riesce a farsela una risata e teneramente/simpaticamente (punti di vista) ci dice che siamo le migliori clienti mai avute, MA CHE MANCHEREBBE IL GUACAMOLE.
Vabbè, facciamo finta di niente per dargli la gioia del giorno e fargli credere d'esser un po' simpatico.
I nostri occhi si illuminano quando vediamo la caparra anche se un quarto se lo tiene per la navetta che ci porterà all'aeroporto.
Di lì a poco arriva un individuo all'apparenza molto a modino: si tratta dell'autista del taxi che carica subito in macchina le nostre valigie. Ramón urla un ''hasta luegooooooooo'' che lo sentono pure a Barcellona, forse è solo felice di vederci andare via. Cosa facciamo noi agli uomini non si sa.
Il conducente del taxi ci scade in tempo record: quando ''sgrida'' D. invitandola a non mangiare in auto altrimenti poi avrebbe dovuto pulire la macchina (ATTENZIONE ELENCO PUNTATO IN ARRIVO):
1. magari con tutta la gente che porti in giro una lavatina alla macchina la darei comunque;
2. non ho mica 2 anni che mi serve la bavaglia per mangiarmi 'na patatina.
Insomma, proprio BFF di Ramón.
Arriviamo in aeroporto ed andiamo ai controlli: A. non suona, ma nella sua valigia trovano un OGGETTO SOSPETTO, quindi le fanno aprire tutto. Non capiscono di cosa si tratti (e non lo abbiamo ancora capito manco noi), ma la liquidano con un ''NO PASA NADA''.
D. buca i calzini in cellofan blu dell'aeroporto ed S. suda sette camicie perché deve trascinare una trolley senza ruote.
Reduci dal ''viaggio mai 'na gioia'' a Malta, decidiamo di metterci in coda al gate più o meno un'ora e mezza prima. Tutti ci guardavano come fossimo sceme, ma poco importa perché il nostro obiettivo è stato raggiunto: VALIGIE SULL'AEREO INSIEME A NOI.
Purtroppo il nostro viaggio finisce qui, con una galleria fotografica straripante nel telefono, le valigie non ne parliamo (vero, A.?), ma soprattutto con un'altra meravigliosa esperienza fatta con le persone giuste.

E qui ritorniamo a parlare in prima persona e ringraziamo A. ed S. per la compagnia di questi giorni e per averci fornito il materiale per scrivere simpaticamente il nostro diario di bordo. 

Nel nostro piccolo abbiamo voluto rendervi partecipi anche di questo viaggio, condividendo con voi la nostra amicizia fatta di disagi (come avete potuto constatare) e anche di tantissima complicità.

Detto questo, continuate a seguire il nostro blog perché N. presto partirà di nuovo... destinazione?
Chi indovina?

A presto
Hoomins

Ps.: ridendo e scherzando il nostro caro Bed&Bike ve lo consigliamo sia per gli appartamenti confortevoli che per la posizione centrale. Fateci un pensierino se dovete andare a visitare la città diValencia 😉.

venerdì 6 ottobre 2017

Día 4: THE BEST OF S.

Sveglia ore 8:30. Colazione da McDonald's per andare sul sicuro (avremmo tanto voluto spiegare a quelli del bar del giorno prima cosa fosse un menù, S. : "Il menù si fa così: non y, o, u e tutte le vocali").
Tappa al mercato per la frutta da portare in spiaggia, mentre D. ed S. affermano di aver fatto le maratone a causa del passo troppo veloce di N. ed A. Lo show di S. continua, la quale esordisce con "Perdoname madre por mi gamba corta".
Giunte in spiaggia ci spaparanziamo al sole e tentiamo una pennichella, ma c'è qualcuno che continua imperterrito a cercare di vendere dei teli mare/foulard/tovaglie da lui soprannominati "Sciarpareo", un mix tra sciarpa e pareo. Parte il degenero sulle varie pronunce e i vari accenti del termine che fa tanto ridere N. piegata in due sulla spiaggia con relative lacrime agli occhi. È giunta l'ora dello spuntino, frutta fresca e frutta secca. N. ci cede i semi di girasole affermando di non apprezzare il guscio. S. le fa gentilmente notare che andrebbero sbucciati prima di essere mangiati, tirando così fuori la Benedetta Parodi che è in lei.


In spiaggia ritroviamo i lumaconi di mare lasciati a Malta un anno fa (per gli smemorini rivedere il diario di bordo dell'esperienza maltese) e D., che ama particolarmente il contatto umano, afferma: "Non ce la facevano proprio a stare separati" ed S. di seguito: "Andate all'oasi" ( i seriatesi capiranno).
É il momento di pranzare con tapas e circa un litro di tinto ciascuno per poi tornare a stenderci. Qui, A. ci fa notare che l'abbronzatura ha lasciato sulla sua ENORME pancia  delle righe che formano un quadrato e così si gira per abbronzarsi la schiena. S., che fa un baffo al premio Nobel 2017 Kazuo Ishiguro, se ne esce con "Ecco, così oltre al quadrato sulla pancia avrai anche i rombi sul culo".
Dopo tutte ste stupidaggini, è giunto il momento di ritornare in hotel e prepararsi per uscire a cena. La saudade dell'Italia ci porta a farci una bella pizza da "Ciao Bella", un ristorantino italiano nel dedalo delle viette del centro storico di Valencia ( Barrio del Carmen).


Per smaltire la cena e digerire il logorroico dietro di noi iniziamo a macinare i chilometri e per poco raggiungiamo Alicante o Barcellona ( a noi la scelta).

Rientriamo e purtroppo sappiamo che ci aspetta la preparazione della valigia. Si va a letto già un po' tristi consapevoli di dover affrontare l'ultimo giorno di questa vacanza.
Domani si va alla ricerca di souvenir e qui ne vedremo  delle belle. Non perdetevele !
¡Hasta mañana!

giovedì 5 ottobre 2017

Día 3: QUATTRO VEDOVE A VALENCIA

Giornata molto tranquilla e senza troppe pagliacciate almeno fino alla cena.
Sveglia con S. che ha "un raggio di sole che le illumina il viso" (questo paramento è da rivedere).
Scegliamo un posto per la colazione. Forse però sarebbe stato meglio evitarla, visto che abbiamo speso 2 ore nel tentativo di far capire alle cameriere quello che volevamo e COME LO VOLEVAMO. Mi spiegate cosa ci faccio con un caffè americano ed un bicchiere di ghiaccio col limone? BAH.
Seconda tappa: la Torres de Serrano. Le scale ci sfiancano, le polaroid non escono, le vertigini ci destabilizzano e... "COMUNQUE NON È A NORMA" CIT. S..
In compenso facciamo un book fotografico intitolato "Le mie prigioni":


Terza tappa, la più significativa: Oceanogràfic.
Acquario sicuramente più caratteristico per le strutture e l'impatto visivo che per le specie animali presenti!
Medusine, squaletti, Nemo e Dory, delfini, qualche volatile, gli amici di A.: i flamingo.
S. saluta ogni singolo pesce dell'acquario ed N. espone la sua teoria: "vedi, il papà è giallo, la mamma è fucsia e lui è nato ciclamino" (CHE COSA CI VUOI FAR?).


Stendiamo un velo molto pietoso sul pranzo, se potete USCITE per mangiare!! Il pollo sembrava un pezzo di compensato e l'insalata era annacquata nella maionese.
Usciamo e ci rechiamo alla Ciutat de les arts i les ciències. Tutto questo sotto i 30 gradi ai quali ormai noi non eravamo più abituate. Dopo qualche foto artistica optiamo per la merenda visto il pranzo poco soddisfacente.
Facciamo un giretto per negozi alla ricerca di souvenirs e successivamente rientriamo in hotel per prepararci alla nostra serata a tema ''TOTAL BLACK''. D. esordisce con un "Sembriamo 4 vedove a Valencia".

Andiamo a cena in un ristorante italiano che vi consigliamo assolutamente: il " San Tommaso". Ordiniamo pappardelle al salmone per S. , Spaghetti alle vongole per N. e spaghetti al nero di seppia per D. ed A., la cameriera ci chiede se vogliamo il formaggio, noi schifate rispondiamo di no, ma N. da brava intenditrice: "tanti CHEF STELLARI (si, come i baci della Marini) mettono il formaggio sulla pasta col pesce. A. trova in fondo al "mar nero" dei gamberi e D. chiede: "ma sono giá nudi?".  Il vino inizia a fare i suoi effetti e partono discorsi religiosi da vere vedove " se non vai a tachismo al giorno d'oggi vieni bannato dalla societá" cit. N.. Conclusione ? Primi piatti ottimi, ma S. ed N. sono morte di fame data la poca quantità di pasta, mentre D. ed A. hanno ingerito pasta che sarebbe bastata all'intera corte di Spagna.
Ordiniamo il dolce (per S. ed N. la luce in fondo al tunnel) , ma D. ed A. non hanno imparato la lezione e si ritrovano davanti un piatto con un'intera piantagione di ananas.
Concludiamo con un VERO CAFFÈ, paghiamo il conto e torniamo ad addentrarci nelle nostre amate viette mentre S. cerca di raccontare le sue disavventure affrontate durante una precedente vacanza, ma nessuno la ascolta (strano, non capita mai). Camminando, camminando arriviamo dall'altra parte della città e non si sa come ci ritroviamo sulla Villa d'Almè - Dalmine. Decidiamo che è giunto il momento di tornare in hotel e a sto giro rinunciamo persino alla nostra cara tisana causa troppo cibo ed alcool in circolo.
DOMANI SPIAGGIA, COME I LEONI MARINI, GUAI A CHI CI SMUOVE DA LÍ.

Hasta  luegooooooo

mercoledì 4 ottobre 2017

Día 2: PAELLA PARA 4


(...) nella notte A. ci fa sapere che lo vuole duro, il cuscino, e quindi D., che è brava a condividere, le cede il suo.
Ci si sveglia e si va dirette da Starbucks per una bella colazione sostanziosa. Successivamente entriamo in 48 farmacie per cercare la crema solare per N.. La trova al primo colpo, spende 15 euro, butta scatola e scontrino per poi scoprire di aver comprato un FONDOTINTA molto adatto alla sua carnagione da "Blancanieves". Sconsolata, si dirige CORRENDO ad un'altra farmacia e spende altri 15 euro per una crema REALMENTE SOLARE. Dopo questa triste parentesi ci siamo dirette alla fermata del bus per raggiungere la tanto sognata spiaggia.


Ci sdraiamo, ascoltiamo un po' di discutibile musica finché D. nota qualcosa di rosa in lontananza " cosa è quella?" "una vulva gigante, vulvasaur".
Andiamo a pranzare su consiglio di nostri colleghi alla Pepica. Una bella paella alla marinara arriva dopo circa un'ora, ma possiamo affermare che ne sia valsa l'attesa! Mentre D. ed S. sono in bagno ed A. mangia caramelle, S. si cimenta nel chiedere il conto: "scusa, la cuenta, thank you". UNA SERENA POLIGLOTTA.


Torniamo a la Playa de la Malvarrosa con un vento che nemmeno a Trieste, e le allupate D. ed N. scorgono dei fantastici esemplari di MANZI ITALIANI 100% che però fuggono dopo pochi secondi. LE GIOIE LE LASCIAMO A CASA (seh magari).
Torniamo verso l'Hotel ed al nostro Carrefour di fiducia scoprendo che in realtà lo abbiamo a 4 passi.
Doccia e cena da 100 Montaditos. S. legge la guida di Valencia, ma nessuno la ascolta, si indispettisce e alla fine (grazie a Dio) ci rinuncia. Cosi ci dirigiamo verso Plaza de la Virgen, D:" ci starebbe un selfie con la fontana illuminata", tempo zero la fontana si spegne TOTALMENTE. Proseguendo incrociamo alcuni praticanti della Cannabis, nuova religione valensiana, in cui vediamo "banchetti" con piccole sculture a forma di simpatici funghi, S.: "sicuramente sono allucinogeni, vedi dove siamo?".
OK, andiamo a comprare alcuni souvenirs e poi ci aspetta la tisana di rito.
S. esordisce dicendo " la mia sveglia è il suono delle campane di Mariano", N.: "chi è Mariano?"

-.-

Possiamo considerare concluso il secondo giorno, ma "DOMANI FIGARO CI SONO I FISHI" (cit. S.), traduzione: DOMANI SI VA ALL' OCEANOGRÁFIC.
Restate sintonizzati!

martedì 3 ottobre 2017

Día 1: PATATAS BRAVAS

Il  grande giorno è arrivato: partenza  per Valencia ore... troppo presto. Il viaggio è stato allietato da gente piuttosto rumorosa ( "ragazzini di soli 25 anni" che probabilmente prendevano l'aereo per la prima volta.).
Giunti a drestinazione con la nuova collezione autunno-inverno scopriamo che ci sono ben 27 gradi, cielo limpido, 8 soli e noi ovviamente in TOTAL BLACK.


Ci siamo recate al punto info (L.Where are you?) per le prime indicazione su come raggiungere il nostro B&Bike e veniamo scambiate per veronesi, che Damellis levatevi proprio.
A. non capisce e noi la rassicuriamo "guarda che sta parlando in italiano".
Non contenta... Si aggiudica il secondo "appunto sul blog" rimanendo bloccata nel tornello della metro: valigia di là ed A. di qua.
Senza indicazioni ce ne andiamo alla ricerca di una mappa della città, ma che, MAI NA GIOIA, l'ufficio del turismo non ha.
Magicamente appare un buon uomo che " TÓMALO" ci cede la sua.
Tranquilli, ci pensa D. a perderla dopo 10 minuti.
Dopo vari scervellamenti riusciamo ad arrivare in centro. Ci perdiamo un po' con google maps che ci fa girare in tondo, ma poi troviamo il nostro socio Ramon che fa lo splendido: "hablamos en espanol, así haceis practica?"
"Vale"
"OK ci vediamo alle 4"

-.-


Abbandoniamo le valigie ed optiamo per tapas e sangria che ci fa perdere ben presto lucidità cosi N. esordisce con "mi stava per partire la patata (brava)", S. ride e biascica cose random e D.  fa ig stories con gli occhiali da sole (perché?).
Altro giro in città e poi ritorno in hotel. DRAMA: la valigia di S. non ha più le ruote, A. si impanica perché la finestra non ha la tapparella e minaccia di dormire sotto il cuscino. Poi però si ingegna e crea una fantastica muraglia di cuscini che bloccherà sí la luce, ma pure un qualsiasi spiffero d'aria. A.: " oh c'è buio" S.:" per forza hai fatto un paramento da morto". OOOOOOOK

Usciamo, svaligiamo Tiger per avere provviste sempre a disposizone e ceniamo.
Decidiamo già che domani "tutti al mare a mostrar le chiappe chiare" e sicuramente paella!

A domaniiiiiiiiii
P.s.: A. è rimasta con noi fino alla fine!!!!!!!!




venerdì 15 settembre 2017

#togetherhereweare

Buongiorno popolo, come va? Pronti a leggere il post di oggi?
Sarà la cronaca della gitarella con S. in quel di Verona per assistere allo spettacolare show di Elisa in Arena nel suo ''TOGETHER HERE WE ARE'' tour.

Siamo partite da Bergamo alle 8:55 di martedì con un comodo Flixbus diretto a Verona. Il tempo non era dei migliori: nuvoloso a Bergamo ed ancor peggiore per strada, da Brescia in poi infatti, solo acqua! Arriviamo dopo un paio d'ore (perfettamente in orario anche grazie all'autista che non perdeva mezzo minuto a parlare con chi saliva o scendeva) alla stazione veronese e, prese da un attimo di sconforto causa maltempo, iniziamo a muoverci A CASO cercando il modo più facile e veloce per raggiungere l'Arena e successivamente il nostro B&B. Sarebbero stati circa 30 minuti a piedi dalla stazione al nostro albergo, ma l'unico ombrello, da dividere in due, ed i borsoni poco comodi da trasportare ci fanno immediatamente pensare ad un'altra alternativa: un autobus che porti in centro! Anche lì... passiamo da una pensilina all'altra trovando solo mezzi che hanno come meta la parte opposta della città, finché S., detta anche ''occhio di falco'' (vabè... per dire), nota il bus 11: la nostra salvezza.
Arrivato il mezzo, arrivano pure sole e cielo azzurro... FINALMENTE.


Dopo una sola fermata siamo a Piazza Brà e quindi in zona Arena, di lì a poco (sì ok, qualche errore lo abbiamo fatto, ma niente di così rilevante) troviamo il nostro B&B, quindi check-in e sistemazione nella nostra stanza. Per quanto riguarda l'alloggio lo consiglierei solo in caso di una breve permanenza e solo se siete dotati di buone capacità d'adattamento, in quanto MOLTO RUMOROSO, con porte ed infissi vecchissimi e malandati (abbiamo dovuto spesso litigare con le serrature delle varie porte, da quella del portone d'entrata a quella del bagno), con bagno in comune ed assenza di coperte. Ok, non è ancora inverno (manco autunno in realtà), però la temperatura serale quel giorno era sui 12 gradi, quindi magari uno straccio di coperta concedimela se non vuoi farmi andare a letto vestita (perché così è andata). 
Punti a favore: la colazione inclusa, il prezzo basso e la vicinanza al centro storico (10 minuti a piedi dall'Arena!!!). Per noi è stato l'ideale anche perché per trovare un posto libero in quel di Verona ci abbiamo messo moltissimo poiché i tanti eventi presenti in questo periodo hanno fatto piombare un sacco di gente in città e tutte le strutture erano al completo, o avevano prezzi spropositati! 
Torniamo a noi, dopo esserci sistemate siamo uscite per farci un giro in centro, abbiamo comprato le pile per la polaroid (sì perché avevo portato la macchina, ma non le pile) e poi abbiamo fatto qualche scatto (la luce di quel giorno era pessima, infatti 2 polaroid su 5 sono da cestinare) all'Arena e a Castelvecchio.



Poi siamo andate a pranzo: per entrambe primo, dolce e caffè.
Qualche giretto per negozi e poi rientro in stanza per prepararsi alla serata. 

Andiamo in Arena verso le 20:00, alle 20:30 apre il concerto una ragazza che ha partecipato ad Amici e canta 3 suoi inediti. 
Alle 21:05/21:10 arriva Elisa e apre lo spettacolo con il nuovo singolo ''Ogni istante''. Mi piace subito, e lei è una vera forza della natura. Io devo ricacciare indietro le lacrime su parecchi brani tra i quali: ''Dancing'' eseguita al pianoforte (e ho detto tutto), ''Stay'', ''Heaven out of hell'', ''Rainbow''. Una carica esplosiva invece arriva con ''No hero'' e ''Together''.
Tanti, tantissimi gli ospiti presenti (non me ne aspettavo così tanti): con Renga canterà ''Vivendo adesso'', con Giuliano Sangiorgi ''Ti vorrei sollevare'', con Alessandra Amoroso ''Comunque andare'', con Tommaso dei Thegiornalisti interpreterà ''Anima fragile'' di Vasco, con la magnifica GIORGIA (che la farà emozionare ed anche sbagliare) ''Luce (tramonti a nord est)'', con Loredana Bertè duetterà in ''Almeno tu nell'universo'' e con LP in un brano di quest'ultima. 
Belli anche i ballerini e le coreografie della Peparini di cui amo profondamente lo stile. 

L'Arena è molto suggestiva e trovo che lì gli spettatori vivano il concerto molto più come uno spettacolo teatrale che come un vero e proprio concerto in cui concedersi il lusso di urlare a squarciagola e saltare sulle tribune, però a me piace davvero tanto e sto ancora aspettando che il mio amato Tiziano la scelga per una sua tappa di un futuro tour.


In conclusione: una bellissima location, la compagna di concerti perfetta, ottimi artisti... insomma una serata perfetta!

Il giorno successivo, dopo una notte insonne a causa del vicino di stanza russatore accanito ( ''sembra una mucca'' cit. S) e sicuramente detentore della fascia ''Mr. maleducato 2017'' visto il casino fatto la mattina sbattendo le porte e urlando con la moglie, siamo uscite per acquistare dei ricordini, abbiamo pranzato bevendo Spritz e poi siamo andate in stazione per prendere il treno. Lì, non consideriamo un annuncio riguardante lo spostamento di binario di un treno in partenza, ma poco dopo capiamo che quello era il treno che avremmo dovuto prendere. Sorvoliamo e aspettiamo quello successivo 😂
Riusciamo finalmente a prenderne uno che da Verona ci porta a Treviglio e poi, correndo come delle pazze, raggiungiamo quello che da Treviglio ci avrebbe dovuto portare a Bergamo in circa mezz'ora. Dopo pochi minuti dalla partenza, il treno si ferma in mezzo al nulla. Il motivo? Ad un uomo, seduto sul marciapiede a ridosso dei binari, son stati schiacciati i piedi 😖 . Non sappiamo se ridere o piangere, comunque prima di ripartire passa un'ora.
Più che un rientro è stato il viaggio della speranza, ma si sa, mica può filare tutto liscio!

Con ''Together here we are'', per ora, ho chiuso il ''capitolo concerti''.
Da Maggio a Settembre sono stati 4: Nek, Levante, Tiziano ed Elisa.
Posso ritenermi soddisfatta , anche se credo dovrebbe essere d'obbligo andare almeno ad un concerto al mese 😍.


Vi saluto per adesso, ma vi invito a restare sintonizzati perché si avvicina la data della partenza per Valencia! ✈
...quindi a presto!
D.

venerdì 18 agosto 2017

España, mi amor.

E mentre a Barcellona si piange per un nuovo attentato, io sto qui a sognare della mia prossima vacanza proprio in terra spagnola. Non so se sentirmi in colpa o rallegrarmi per il fatto che gli avvenimenti di ieri non abbiano avuto su di me l'effetto che quella gente malata vorrebbe. Sta di fatto che ho sempre amato la Spagna, la lingua, il caldo e il calore della gente quindi sì, pensare che ieri qualcuno abbia voluto rovinare tutto ciò, mi fa un'enorme rabbia.
Non voglio però dedicare il post di oggi a quegli infami. Dedico i miei pensieri a quelle persone, a quella terra, progettando la mia visitina, sfogliando una guida pocket appena acquistata (continuo ad amare il cartaceo).

Andrò a Valencia insieme ad N., A., ed S. la prima settimana di ottobre.  Alcune persone che conosco mi hanno detto che è una città bellissima, altre invece sono tornate meno entusiaste e mi hanno resa ancora più curiosa. Partendo dal presupposto che vorrei anche riuscire a riposare un po', vista la stagione super impegnativa che abbiamo dovuto affrontare al lavoro, non si può non andare alla ricerca delle cose più belle da visitare partendo dall'architettura, passando per i luoghi naturali più caratteristici, i musei, i parchi (ho appena letto della presenza di un bioparco con i lemuri liberi di zompettare tra i piedi dei visitatori😍), i mercati, i quartieri più antichi. Sicuramente non voglio perdermi l'Oceanogràfic e le opere di Calatrava alla Ciudad de las Artes y Ciencias.


Magari A. vorrà vedere lo stadio 😁 (a Siviglia ci abbiamo provato, ma eravamo dalla parte opposta della città e alla fine ci abbiamo rinunciato). Spero vivamente nel bel tempo in modo da poter andare pure al mare, vedere qualche spiaggia e spaparanzarmici.
Vogliamo parlare poi del cibo? Sogno la paella da quando abbiamo prenotato il volo.
A tal proposito, sapete che la ''paella'' prende il nome dal recipiente nella quale viene cucinata? La ''paella'' è infatti una padella a due maniglie, le quali consentono di sostenere meglio il peso del piatto. Esistono diversi tipi di paella: di carne, di pesce (la mia preferita) e di verdure.
Beh insomma, ormai avete capito che non vedo l'ora sia ottobre anche per assaporare questo piatto fantastico!
Che mi raccontate invece delle vostre vacanze? Quali luoghi avete visitato? Siete mai stati a Valencia e, se sì, avete consigli per noi?

Io ora continuo a studiarmi la città, aspetto i vostri commenti!
P.s.: ci sarà anche il diario del viaggio...quindi restate sintonizzati!
Hasta luego!

D. con il cuore in Spagna, oggi più che mai 💜

venerdì 14 luglio 2017

Fiore di cactus

Buongiorno lettori, non siamo sparite, siamo solo un po' impegnate tra lavoro ed esami universitari, ma oggi dayoff e di conseguenza un po' di tempo per scrivere un nuovo post!
Volevo parlarvi di un libro che sto leggendo, che mi ha attirata fin da subito per il titolo "Fiore di cactus" e che si sta dimostrando la mia esatta descrizione.  Se qualcuno mi chiedesse di descrivermi potrei risolvere tutto dandogli questo libro da leggere! Come vi ho già raccontato, quando leggo, amo sottolineare le parti che più preferisco, le frasi più belle, quelle in cui più mi ritrovo...beh vi dico solo che in questo caso mi è capitato di sottolineare pagine intere.
È incredibile come spesso ci si senta soli ed incompresi, ignari del fatto che invece al mondo esistano sconosciuti che sarebbero in grado di capirti molto più di chi invece ti sta accanto e si ferma all'apparenza. Questo libro è, per me, la piena dimostrazione del fatto che l'adolescenza segni una persona in modo irreversibile (come nel mio caso) o quasi.
Spesso e volentieri le persone che non mi conoscono pensano che sia fredda. A volte sono troppo razionale, altre troppo sensibile (vorrei trovare una via di mezzo ma fino ad oggi non ci sono riuscita), spiritosa, ironica, sarcastica. Mi difendo ad oltranza, "a tutto spine". Mamma mi chiama "fiore di cactus", ma in realtà mi sono sempre sentita più spina che fiore. Mi piacciono i libri, la musica, i film, le serie tv, l'arte in generale. 


Il cuore si fa spina e l'amore si arrende.

Nel 2015 l'autrice ha aperto un blog, "Cuore di cactus" (trovate anche la pagina facebook) e vorrei dirle che io e lei saremmo potute diventare grandi amiche. 😃
Se siete curiosi di conoscerla (e conoscermi) fate un salto tra le sue pagine. 
D. 

martedì 23 maggio 2017

Non voglio rinunciare alla mia felicità.

Sono giorni che vorrei scrivere un post riguardo ai concerti a cui ho partecipato la scorsa settimana, non ho avuto tempo a causa del lavoro, ma oggi DEVO farlo. Uso questo verbo perché la notte appena trascorsa all'Arena di Manchester c'è stato un attentato (sì, un altro) al concerto di Ariana Grande ed io non riesco a non pensare che questa cosa oramai può accadere a chiunque, in qualunque momento.
Avrei voluto scrivere un post allegro, mostrarvi qualche foto o qualche video, non ce la faccio, lo ammetto. Ciò che è accaduto ieri poteva accadere a me al concerto di Nek di sabato 13 maggio, o al live di Levante tenutosi all'Alcatraz di Milano lo scorso martedì. Potevo esserci io.
Il mese prossimo mi aspetta Tiziano Ferro a San Siro. E volete che non ci si penserà? Volete che la gente non proverà un po' di paura nel salire quelle gradinate? Si continua a dire che non ci si deve fermare, che non dobbiamo lasciarci intimorire, che non dobbiamo fare il loro gioco perché quello che vogliono è metterci paura, farci vivere nel terrore. Ahimè, un po' ci stanno riuscendo. Ci stanno riuscendo perchè io a Milano per un nanosecondo ho pensato ''e se ci fosse un attentato ora? sarebbe una strage'' e questi pensieri solo pochi anni fa nemmeno mi avrebbero sfiorata.
Oggi io mi sento ancor più fortunata perché da quelle manifestazioni, da tutte quelle a cui ho partecipato fino ad ora sono uscita senza voce, mentre c'è chi ne è uscito senza vita. Ma si può arrivare a sentirsi fortunata per una cosa che dovvrebbe, deve essere OVVIA?

Grazie al cielo poi la musica è sempre più forte dei pensieri negativi ed io ho vissuto concerti grandiosi. Non so se avete mai sentito parlare di Levante, non la conoscono in molti purtroppo (presto potrete vederla ad X-Factor), ma è stata fantastica! Forte, energica, diretta, originale, umile, emozionata ed emozionante. Vi consiglio di ascoltare i suoi album, il suo ultimo ''Nel caos di stanze stupefacenti'' mi sta facendo compagnia praticamente tutti i giorni, e poi, se vi capita l'occasione, andate a sentirla perché dal vivo è ancora meglio!
Tra le mie canzoni preferite: ''Ciao per sempre'', ''Lasciami andare'', '' Le lacrime non macchiano'', ''Abbi cura di te'', ''IO ero io'', ''Diamante'', ''Gesù Cristo sono io''.
Per quanto riguarda Nek, è partito tutto da un regalo di compleanno fatto a mamma, ma poi il regalo è stato anche per me visto che ho provato un sacco di belle emozioni, ho scoperto un Filippo ironico, simpatico (il King è stato il top, ho riso come una pazza), e un Filippo musicista (i brividi su ''Differente'' cantata al pianoforte li sento ancora se solo ci penso).

Per me la musica è e resterà felicità, emozione. La pelle d'oca sulla mia canzone preferita.
I concerti sono ore di spensieratezza e leggerezza, ore in cui urlare fuori tutte le cose che ho dentro, pure quelle che per il resto della vita nascondo. Non voglio rinunciare alla mia felicità.


Sono con voi, perché potevo essere una di voi. 
D. 🙏

martedì 2 maggio 2017

V per vendetta

No, non si tratta del film di McTeigue, tantomeno del romanzo di Moore, è semplicemente il tema della serie tv di cui ho intenzione di parlarvi in questo post.
Vi avevo promesso che vi avrei parlato di altre serie che mi hanno appassionata, no? Bene... quella di cui vi parlerò oggi è REVENGE (vendetta, appunto).


Si tratta di una serie tv americana diretta da Mike Kelley ed ispirata al romanzo di Dumas ''Il Conte di Montecristo''.
La protagonista, nonchè vendicatrice ufficiale, è Emily Vancamp nei panni di Emily Thorne (probabilmente l'avrete conosciuta in Everwood o in Beyond The Blackboard) ed in questa serie è FAVOLOSA. Arriva negli Hamptons sotto falsa identità in cerca di vendetta sulle persone che hanno distrutto la sua famiglia: i Grayson.
Tra gli altri troviamo una perfida Madeleine Stowe che interpreta Victoria Grayson, un ingenuo Joshua Bowman (attuale e reale fidanzato della Vancamp) ovvero Daniel Grayson, un simpaticissimo ed intelligentissimo Gabriel Mann nelle vesti di Nolan Ross, migliore amico della protagonista (il loro rapporto è 😍), e (non trovo aggettivi per descriverlo) Barry Sloane ovvero Aiden Mathis che, tra tutti i bei ragazzotti, è il mio preferito.
Ho adorato tante cose di questa serie: la protagonista stessa, l'azione, il sentimento, il contrasto tra il bene ed il male, il contrasto tra i rapporti finti, di convenienza e quelli veri ed indissolubili, da proteggere sempre.
E per essere un po' più leggeri: gli abiti di Emily e Victoria, quei tubini rossi, una seconda pelle. Le ville dei ricconi, la casa sulla spiaggia, le feste in barca, gli intrighi e i bei ragazzi (li hanno scelti davvero bene, ed Emily non se ne fa scappare uno 😏).
Victoria Grayson
Emily Thorne
Vi avverto: un episodio tira l'altro. Ho consigliato questa serie ad amica I. che subito dopo i primi episodi mi scrive: «Grazie per avermi attaccato questa nuova psicosi».
Il ritmo è veloce ed incalzante, in quasi ogni episodio accade qualcosa che ti lascia in sospeso, alcuni episodi addirittura senza fiato (penso di essermi guardata alcune puntate in apnea 😂). Non mi ha mai annoiata.
Quattro stagioni in cui accade di tutto e di più.


Per quanto Emily ed i suoi sotterfugi mi manchino non credo ci saranno altre stagioni e penso sia giusto così. Il ciclo si è concluso e penso che una continuazione rischierebbe solo di rovinare tutto e magari di sfociare nel ridicolo.
Un misto tra dramma, soap opera e mistero da non perdere, quindi, amanti del genere, non potete non aggiungere Revenge alla vostra lista Netflix!!

Buona visione e che la vendetta sia con voi.
D. 😇

giovedì 20 aprile 2017

Avete tempo (di libri) fino al 23!

Eccomi qui per raccontare un altro evento a cui ho partecipato, con amica S. (Libri che porto con me), ieri: Tempo di Libri, la fiera dell'ediotorta italiana che si tiene a Milano Rho dal 19 al 23 aprile.
Siamo arrivate verso le 11.30 e ci siamo subito addentrate tra i vari stand per curiosare e cercare ciò che ci mancava o trovare quella chicca tanto desiderata.
Innumerevoli gli espositori, dalla A alla Z, delle maggiori case editrici, per gli amanti di qualsiasi genere e possibilità di acquistare con convenienti sconti.
Noi ci siamo innamorate subito dello stand di Libraccio 😍... abbiamo trovato, ad un ottimo prezzo, dei libri che cercavamo ma, detto sinceramente, ci saremmo comprate tutti gli scaffali.

La convenienza di Libraccio






C'erano anche carinissimi banchetti con prodotti fatti artigianalmente (portafogli, porta tessere, quadernetti, portachiavi, penne e segnalibri personalizzabili); stand di taccuini, block notes, quaderni, diari, calendari, tovagliette, tutti a ''tema libroso'' con citazioni tratte da diverse opere letterarie, frasi d'autore o semplici aforismi.
Uno di quelli che mi ha più colpito è stato lo stand dei ''Libri più piccoli del mondo''. Libricini ultra tascabili delle fiabe più conosciute o delle opere più importanti come per esempio Pinocchio, Alice nel paese delle Meraviglie, La Bella e la Bestia, o anche Il Piccolo Principe e addirittura  la Divina Commedia di Dante. ADORABILI.


Tantissimi gli eventi in programma ogni giorno: incontri con gli autori, presentazioni delle nuove uscite, laboratori didattici, mostre, ecc...
Ieri abbiamo partecipato a quello tenuto da Francesca Barra per presentare il suo nuovo romanzo intitolato ''L'estate più bella della nostra vita'' in cui l'autrice si racconta e racconta della sua terra d'origine ricordandone i profumi, i sapori e condividendo, con gli ascoltatori, aneddoti della sua infanzia lucana.

Sala Arial (PAD.4) - h.15:30 - ''La forza dei ricordi'' 



Insomma, un'ottima giornata ed un giorno libero speso benissimo.
Se amate la lettura, non potete perdervi questa fiera!
La mia prossima tappa vorrei tanto potesse essere la Fiera dei Librai di Bergamo... vedremo se gli impegni di lavoro me lo consentiranno, vero, amica S.?

Vi auguro una buona giornata e, se vi capitasse di andare alla fiera, passate dal blog e lasciatemi un vostro commentuccio.
A presto!
D.💙


lunedì 10 aprile 2017

#Tulipanomania

Visto che mi hanno abbandonata tutti (N. per andare a Napoli dai parenti e gli altri colleghi per visitare Firenze) mi rifaccio scrivendo un post a riguardo della nostra gita fuoriporta al Parco Sigurtà di qualche giorno fa.


Vi avevo parlato già, in un altro post, dell'amore verso i Tulipani e la primavera, vi avevo annunciato la nostra intenzione di far visita a questo parco di Valeggio sul Mincio e quindi ora vi racconto qualcosa!
Il giorno scelto non è stato dei migliori dal punto di vista metereologico (ovviamente, come sempre, le gioie non ci calcolano) anche se comunque abbiamo scampato la pioggia ed in tarda mattinata il cielo si è aperto. Nonostante ciò, abbiamo potuto ammirare la bellissima fiorituta dei Tulipani tipica del periodo tra marzo ed aprile, anche se molti erano un po' rovinati a causa del temporale della notte precedente.
Appena entrati ovviamente abbiamo fatto la seconda colazione della giornata (nel parco sono presenti bar/chioschetti per fare spuntini o bersi un caffè ed un ristorante per il pranzo) per poi addentrarci nel verde e nei bellissimi colori dei fiori.


Noi abbiamo scelto di girarlo a piedi, ma nel parco è possibile noleggiare biciclette e golf car, oppure salire sul trenino ed ascoltare la voce guida che racconta tutto ciò che c'è da sapere riguardo il giardino Sigurtà. 
6 km di verde e di tranquillità, di bellezza della natura, di aria buona, profumata e pulita sono il massimo per passare una giornata di relax e per estraniarsi dalla normale routine che ogni persona deve affrontare nella sua vita. Sapete quando si dice ''staccare la spina'' ? Ecco. 
Per qualche ora di pace questo parco è l'ideale. E poi per gli appassionati di fiori ed i possessori del pollice verde credo sia il top! Guardate qui qualche foto:


Aiuole all'ingresso del parco



Aiuole galleggianti nei laghetti
Tulipani e grandi distese d'erba

Quel giorno c'era qualche scolaresca: bambini e maestre alla scoperta della natura, al parco è possibile infatti partecipare a laboratori didattici (piantare qualche semino, fare attività d'orienteering, ecc..).
Pare che spesso il parco diventi anche location per matrimoni, WOW 😍, o eventi aziendali. 
Sicuramente è un posto davvero incantevole, con caratteristiche differenti in base al periodo in cui si decide di farvi visita. 
Le prossime fioriture saranno quelle di Iris, Rose e Dalie...!
Se poi volete portarvi a casa un po' di Parco Sigurtà, all'ingresso vi è un negozietto con gadgets e qualche pianta acquistabile (noi cercavamo la rosa nera, ma purtoppo siamo arrivate tardi) come, per esempio, varietà di rose francesi o inglesi. 
Una gentile commessa invece ci ha detto che ci aspetta a settembre per i bulbi! 
Chissà...

D.






martedì 4 aprile 2017

Da una Serie TV ad un Tattoo

 «There is only one Tree Hill...and it's your home.»

No, non sono pazza. Ho voluto iniziare questo post con la citazione di una serie tv che amo, anzi la mia serie tv del cuore: ''ONE TREE HILL''.
Non potevo non parlavene.


Questa serie, creata da Mark Schwan, è stata trasmessa per la prima volta in Italia nel 2005, d'estate, su RAI2. Ero giovane (17 anni 😭) e molto più sognatrice di ora, e questa serie tv era perfetta per i ragazzi della mia età. La conoscono in pochi però, davvero molto pochi, ma io l'ho amata davvero tanto (pure la mia bestie). L'ho guardata più e più volte (anche se devo ammettere di non averla terminata perché ho un brutto vizio: mollare le serie tv non appena i personaggi che preferisco le abbandonano) in italiano ed anche in lingua originale. Mi sono innamorata dei protagonisti, delle musiche, delle citazioni, ma soprattutto della storia d'amore tra i personaggi interpretati da Chad Michael Murray (Lucas) e Hilarie Burton (Peyton) e il rapporto d'amicizia tra quest'ultima e il personaggio interpretato da Sophia Bush (Brooke).
Proprio a proposito di questo, vi dico che io e la mia migliore amica abbiamo iniziato a chiamarci io P. e lei B. proprio perché ci rispecchiavamo tantissimo nelle due ragazze, nei loro caratteri e nel loro forte legame e che nel novembre del 2015 queste ''P.'' e ''B.'' sono diventate proprio il nostro tatuaggio.
 
Chiusa questa parentesi molto personale, vorrei dedicare un po' di tempo alle colonne sonore dei vari episodi. OTH è infatti una serie tv che dà molto spazio alla musica, e proprio per questo, molti episodi vedono anche la partecipazione di diversi artisti musicali.
Peyton (e non solo lei) ha una vera e propria passione per quest'arte, soprattutto per il punk, e colleziona dischi. Ho conosciuto quindi, tramite il suo personaggio: The Cure, Stereophonics, Audioslave, Gavin DeGraw (che adoro), Travis, Keane, Foo Fighters e tanti tanti altri.
La mia preferita:


Oltre all'attenzione per la musica vi è pure quella per la letteratura, Lucas e la sua migliore amica sono infatti appassionati di libri e molte citazioni sono tratte proprio da grandi classici, da ''Giulio Cesare'' di Shakespeare a ''I miserabili'' di Hugo. Insomma ce n'è davvero per tutti i gusti.


Credo che questa serie tv avrebbe meritato una maggiore visibilità per questo e per i temi trattati ed i messaggi positivi che nasconde. Mark Schwan ha toccato tutti i temi fondamentali della nostra vita, e in particolare della vita di un adolescente: l'amicizia, l'amore (spesso tormentato), la famiglia, la rivalità, i sogni sul futuro, le ambizioni, la difficoltà del realizzarsi, la difficoltà del capire quale sia la propria strada, l'importanza del perdono, il destino, il riscatto, la difficoltà dell'affrontare una perdita.

I protagonisti nascono come liceali, ma la serie tv (anche grazie al salto temporale di 4 anni) li segue nella loro crescita e li racconta fino all'età adulta. Devo dire che questa è una delle cose che preferisco di OTH perché viene messa in evidenza l'evoluzione individuale, di crescita e maturazione di ogni personaggio.
Non voglio svelarvi nulla della trama perchè credo che questa serie tv meriti una visione, quindi non vorrei mai ''spoilerare'' togliendo curiosità a chiunque voglia addentrarsi in questa stupenda storia.
Mentre continuo a pregare che un giorno NETFLIX aggiunga OTH alla sua lista, vi lascio con il video della sigla, proprio quello di RAI2, che ancora mi fa venire la pelle d'oca:


Presto vi parlerò di altre serie che mi hanno appassionata!

Ora vorrei sapere da voi se siete, come me, appassionnati di Serie Tv e se ne avete una nel cuore, magari proprio quella da cui è partita la vostra passione.
Commentate, sono curiosa!
A presto

D. 💙

giovedì 30 marzo 2017

"Manet e la Parigi moderna"

Che io abbia la passione per Parigi da circa una vita è risaputo. Che mi piaccia l'arte da morire è risaputo anche questo. Vogliamo però mettere l'accoppiata Parigi-Arte? Ebbene sì, come risultato abbiamo ottenuto quello che i francesi chiamano "chef-d'œuvre", un capolavoro.
Erano settimane che continuavo ad essere attratta da milioni di link sui vari social che pubblicizzavano la mostra di Édouard Manet, e così, con grande sostegno (e aggiungerei, fortunatamente) di D. e di S., mi sono recata a Milano. Destinazione? Palazzo Reale, per assistere alla mostra "Manet e la Parigi moderna".

Notare l'altitudine ragazzi. Non siamo così, giuro.

Ma andiamo per gradi, soprattutto per chi giustamente vuole capire un pò meglio.
Édouard Manet è stato uno dei maggiori interpreti della pittura pre-impressionista. Nato in una famiglia della ricca borghesia parigina, fin da subito abbraccia la carriera artistica, ma è fortemente osteggiato dai genitori desiderosi che il figlio seguisse le loro orme. Tutti ricorderanno Manet per i più famosi dipinti riportati sui libri di storia dell'arte (ve li allego sotto), dipinti che hanno rappresentato una vera rivoluzione artistica, ma questo Manet lo deve soprattutto ai grandi maestri del passato come Tiziano, Velásquez, Goya, tutti pittori citati più volte all'interno della mostra.

"Le déjeuner sur l'herbe"
"Bar aux Folies Bergère"
Veniamo alla mostra, ora. Premetto che l'entusiasmo era tantissimo. L'esposizione è aperta fino al 2 Luglio e presenta diverse opere di Manet e altre opere di grandi maestri che hanno toccato la sua vita. Le opere arrivano direttamente dalla collezione del Musée d'Orsay e vista l'immensità di esso non poteva essere che così. Il tutto era ben tematizzato e molto curato, sulle pareti erano riportate alcune citazioni di grandi personaggi come Baudelaire, Zola e i quadri posizionati in modo da catturare completamente l'occhio  dell'osservatore.

Charles Baudelaire

Entrata della mostra

Ahimè, se dovessi dare un punteggio su Tripadvisor (😂), non potrei dare 5 stelline per un semplice motivo: non si possono scattare foto, neanche senza flash. Insomma, aspetto per settimane questo momento e quando arriva non ho nemmeno un ricordo concreto. Per il resto ve la consiglio vivamente. Per gli appassionati di arte come me sarà un'ora di innamoramento puro, per chi è semplicemente curioso sarà un'ora di tempo spesa molto bene.
Buona visita, aspetto le vostre impressioni. 😉
N.


mercoledì 29 marzo 2017

Non rose, ma tulipani.

È arrivato il periodo che preferisco, quello che rende il mio giardino bellissimo: la primavera. Quando spuntano i primi Crocus so che sta per ricominciare tutto: il sole, le temperature piacevoli, le giornate che si allungano, il cinguettío degli uccellini nei loro nuovi nidi. E per una persona che odia come me, l'inverno, il grigiore e le temperature rigide, la primavera segna davvero una rinascita!
Il giardino di casa mia è davvero grande, ospita le più svariate tipologie di fiori e piante. I primi a nascere varcate le soglie di marzo sono, come già detto, i Crocus insieme a Margherite, Occhi della Madonna e Tarassaco.
Poi iniziano a spuntare i Narcisi ed anche le prime piante iniziano a mostrare i loro fiori: il Mandorlo, l'Albicocco, la Magnolia, il Ciliegio. Solitamente sono questi i primi a colorarsi di nuovo. Ma sapete cosa preferisco più di tutto? I tulipani. Rossi, gialli, viola, rosa. Quando fioriscono lungo il viale di sassi li trovo incantevoli. Come tanti calici pronti a brindare ad un nuovo inizio.
Sapete che secondo un'antica leggenda sarebbero proprio loro, i Tulipani, ad essere i fiori dell'amore?


C'era una volta un paese di fiori e di incanti, dove prendevano vita le mille storie delle mille ed una notte, c'era un paese dove gli uomini innamorati coglievano un fiore di campo carnoso e sensuale per darlo in omaggio alle loro compagne come pegno di amore eterno. Questo fiore incantato era nato in una notte triste, eterna culla dell'amore tra il giovane Shirin e la bella Ferhad. Un giorno Shirin si allontanò, il suo amore lo aspettava, ma i giorni passavano e lui non tornava, così una sera Ferhad si avventurò nel deserto nella speranza di trovarlo, ma l'unica cosa che trovò furono la stanchezza e la fatica che la fecero cadere su delle pietre aguzze. Distrutta dal dolore e dalle ferite, Ferhad cominciò a piangere e le sue lacrime si mischiarono al sangur delle sue ferite e bagnarono il terreno da cui poi nacquero i primi tulipani. Da allora tutte le primavere questi fiori tornano a fiorire nelle terre di Persia in ricordo di questo amore infelice.

Pare infatti che in Persia i tulipani crescessero spontanei ed il loro fascino fosse protagonista di molte storie e leggende, dalle storie d'amore come quella di cui sopra, alle tradizioni dell'harem secondo le quali il maharajah lanciava un tulipano rosso alla prescelta per quella notte.
Altro che rose quindi... 😀

Per molto tempo il tulipano rimase un segreto del medioriente poi arrivò in Turchia, scoperto dell'ambasciatore austriaco fu portato a Vienna, a Parigi ed infine in Olanda dove divenne poi fiore simbolo e punto di forza del business olandese.
Pare ci siano però tantissime altre storie con protagonista proprio questo fiore...Voi ne conoscete qualcuna?

Nell'attesa di fare una bella gita al parco Sigurtà insieme ai colleghi per ammirarne di bellissimi, io mi godo quelli di casa!
Buona giornata primaverile a tutti 🌷
D.

giovedì 23 marzo 2017

Parigi - SIMA2017

Ad un mese dall'esperienza parigina vissuta a pieno dal 24/02 al 2/03, eccomi qui per raccontarvi qualcosa di ciò che ho vissuto. Proprio in quella settimana io, J., F. ed A. abbiamo avuto la possibilità di ballare per una grande azienda italiana, leader nel settore agricolo, far parte dello show interattivo di presentazione del loro prodotto, esibirci davanti ad un pubblico straniero a SIMA2017, in una città bellissima.


Partiamo proprio da questo: la città di Parigi (giusto per dare un ordine cronologico alla cosa) che non avevo mai visto, ma solo vissuto attraverso i racconti di chi ci era già stato (quelli di N. soprattutto).
Durante il primo giorno ce la siamo girata tutta a piedi ed ho avuto modo di vedere alcune delle attrazioni principali: il Louvre, Notre Dame, Moulin Rouge, Tour Eiffel, Place de la Concorde, Montmartre, la Basilique du Sacre-Cœur.


Vorrei sottolineare che è rimasto in sospeso il passaggio sotto all'Arc de Triomphe e non oso pensare a quanta sfiga mi resterà attaccata addosso per questa cosa.
Il giorno successivo oltre ad andare in fiera per le prove, siamo andate al centro commerciale Aeroville e la sera ci siamo recate alla piazza dell'Opéra e poi a Galleries Lafayette.
Sicuramente Parigi è una di quelle città che ti resta nel cuore e ti rapisce con la sua atmosfera romantica e fiabesca. Spero di avere presto la possibilità di tornarci per godermela a pieno.
Veniamo però al punto: domenica 26 è inziata la fiera e quindi il nostro lavoro (4 spettacoli al giorno presso lo stand Argotractors per il prodotto McCormick). Ci siamo divertite tantissimo nel fare ciò che amiamo (io nell'apparire in tenuta da giocatore di football poi...😂) e posso dire che la soddisfazione provata è stata davvero tanta.


(Abbiamo vissuto un'esperienza simile lo scorso novembre all'EIMA2016 di Bologna, per farvi un'idea guardate: qui).
Il riscontro avuto ci ha sicuramente gratificate di tutto il lavoro fatto negli ultimi mesi, ma soprattutto in tutti gli anni dedicati alla danza, al suo studio, alla passione per questa arte.
Vi lascio con il video dello Show, spero vi piaccia!
Buona visione...


 
Grazie a Global Media, Landini ed ovviamente a Dance Academy per la fantastica opportunità! 

D.😘